
L’ultima stagione di Andrea Bazzanini: un racconto operaio della Bassa Padana
Tra storie di vita e di lavoro di operai stagionali, “L’ultima stagione” è un potente esordio narrativo che racconta la fine di uno dei tanti zuccherifici della Bassa e con essa il declino industriale della Pianura Padana. Ad accompagnare il lettore è la voce di Molinari, detto “Mulo”, uno dei tanti lavoratori che parla di un ambiente prettamente maschile, dove è possibile incontrare una grande varietà di personaggi curiosi in uno spaccato di vita vera, senza filtri ma di grande dignità: dal mancato sindacalista all’esperto di donne, dal ragazzo volenteroso che studia e lavora all’uomo privo di ambizioni che aspetta come ogni anno la chiamata stagionale dallo stabilimento, che questa volta non arriverà più.
Il ritmo del lavoro stagionale
L’ultima stagione di Andrea Bazzanini (OLIGO edizioni) racconta una stagione lavorativa in uno dei tanti zuccherifici della Bassa Padana, ambientata nell’estate del 2002. Il romanzo si inserisce in un rinnovato interesse per l’epopea del lavoro, dopo anni di silenzio su questa tematica. 1
Riflettevo, mentre lo leggevo, che la forza narrativa del libro risiede proprio nell’adattarsi al ritmo del lavoro stagionale, che è diverso dal lavoro full-time: un tempo di attesa – attesa della chiamata, nella prima parte del racconto – poi di progressiva accelerazione con i tempi di produzione compressi, nelle pagine centrali, per poi spegnersi, non prima di un rocambolesco, ansiogeno, incidente.
Maschere e ruoli nel microcosmo dello zuccherificio
In mezzo, i personaggi che affollano lo zuccherificio, semplici ma ognuno con i suoi vissuti e le sue “maschere”. Bazzanini in questo si rivela uno scrittore dalla buona penna: ognuno ha tic, parlata, pensieri, che esprimono la propria maschera o corazza di lavoratore.
Sì, perché in quella bolla sociale che è un luogo di lavoro, ognuno ha il suo ruolo, ognuno ha i suoi gradi, ognuno ha (o crede di avere) il suo piccolo pezzo di potere.
In base a questo cambiano atteggiamenti, alleanze o divergenze.
Un racconto operaio moderno
Dinamiche che tutti abbiamo nel nostro piccolo vissuto e che Bazzanini restituisce in modo vivido ed icastico. La nota nostalgica, che avvolge tutto il romanzo, soprattutto nelle battute finali, non lo appiattisce; è solo una sfumatura di questo bel «racconto operaio».
Perché leggere L’ultima stagione oggi
In un tempo in cui il lavoro è sempre più precario, L’ultima stagione ci ricorda il valore di chi ha vissuto stagioni intere in fabbrica. È un libro che fa memoria, ma senza moralismi, con realismo e giusta nostalgia.
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- Segnalo su questa scia anche Addio. Il romanzo della fine del lavoro di Angelo Ferracuti, sebbene più reportage, legato ad un’altra zona di crisi lavorativa, quella del Sulcis. ↩︎
