Pubblico qui le parole da me pronunciate in occasione della cerimonia di premiazione del “Premio Marafioti”. Per tutti quelli che non erano con noi a Reggio Calabria ma che ci hanno supportato sempre. Come associato di “Polvere del tempo” e amico di Cosimo Marafioti mi sono permesso di scrivere queste poche parole per far conoscere la sua opera anche a chi non ne ha mai avuto l’occasione. E per chi lo ha conosciuto, sarà bello ricordare e rimanere insieme!
Cosimo Damiano Marafioti è stato uno studioso vivace, scrupoloso, attivo soprattutto nel non lasciare le scienze storiche chiuse nelle loro stanze ma nel farle uscire fuori, ibridandole con altre discipline e altri mondi.

Centro propulsivo della sua azione era l’associazione “Polvere del tempo” di cui è stato fondatore e presidente. L’associazione è da subito diventata un polo di ricerca e di incontro di diversi studiosi nel campo umanistico: archeologi, filologi, paleografi, storici. Tutti uniti attorno ad un obiettivo che stava molto a cuore a Cosimo: fare ricerca ma non perdere d’occhio la divulgazione. Anzi, fare divulgazione alla luce della ricerca. “Polvere del tempo” in questo senso non è mai stata un’associazione chiusa, bensì aperta nell’organizzare attività che avvicinassero le persone al mondo della storia e del medioevo, ma nella giusta ottica che è e deve essere lo studio delle fonti, in cui Cosimo, tra l’altro, era molto scrupoloso. Nei suoi tre anni di attività “Polvere” ha organizzato due conferenze ospitate dall’università “La Sapienza”, con relatori illustri. Molto frequentati i nostri te’ letterari, le presentazioni di libri e poi… un evento teatrale, uno di rievocazione culinaria, un laboratorio didattico nelle scuole, un podcast radio… e tanti erano i progetti che Cosimo aveva in serbo per l’associazione e a cui stavamo lavorando, tra cui corsi di formazione e, lungimirante, visto il successo che ora ha questo mezzo, era quello di una serie di audiolibri da distribuire gratuitamente.

Come presidente Cosimo Damiano Marafioti è sempre stato pieno di idee da condividere e da realizzare, per le quali spesso generosamente metteva a disposizione strumenti e tecnologia da lui acquistata. Allo stesso tempo gli piaceva agire dietro le quinte e spesso negli eventi un po’ pudicamente gli piaceva rimanere in mezzo al pubblico e lasciare il “palcoscenico” alle maestranze, ai curatori dei singoli eventi.
Nel solco di quanto fatto con “Polvere del tempo”, Cosimo ha inanellato altre collaborazioni con importanti realtà romane del mondo della rievocazione storica. Con l’associazione “Dipintori, santi e fanti”, si è dedicato ad eventi di rievocazione della scherma medievale, di cui era praticante e insegnante. Con la “Fucina del drago”, negozio che si occupa di vendita di materiale per rievocazioni e giochi di ruolo, Cosimo ha potuto sperimentare ed affinare le sue doti, già spiccate, di artigiano, producendo riproduzioni di armi e armature, vestiti, pezzi unici e nei quali si esprimeva la sua ricerca, nell’avvicinare artigianato, rispetto delle fonti e mondo ludico.

Insomma una personalità di studioso poliedrica e che non si lasciava imbrigliare in un’unica definizione. Perché Cosimo era uno studioso ma qualcosa di più, un artigiano fantastico ma qualcosa di più, un presidente, quindi un agitatore culturale ma qualcosa di più. E ultimo ma non ultimo, era un amico ma sicuramente qualcosa di più.
Spero con queste mie parole di essere stato alla sua altezza.
