
Pubblico qui il resoconto della bella giornata che abbiamo vissuto a Reggio Calabria qualche settimana fa. Un’esperienza che ci ha veramente riempito il cuore di gioia e speranza. Sentiamo di aver fatto una piccola cosa ma qualcosa di valido e prezioso. Sperando che sia solo il primo di diversi appuntamenti…!
Il 27 Aprile 2019 a Reggio Calabria presso l’Aula magna dell’Istituto Superiore di Studi religiosi si è tenuta la cerimonia di premiazione della prima edizione del “Premio Marafioti”. Istituito quest’anno per la prima volta da “NUME – Gruppo di Ricerca sul Medioevo Latino”, con la collaborazione dell’associazione “Polvere del tempo”, il premio intende premiare la migliore tesi magistrale di ambito medievistico. L’iniziativa è stata fortemente voluta dagli amici e dalla famiglia di Cosimo Damiano Marafioti, studioso appassionato del Medioevo, precocemente scomparso nel 2017. La cerimonia si è svolta, a metà tra il ricordo di Cosimo e l’apertura verso il futuro, con la speranza che il premio possa continuare con nuove edizioni a dare luce alla carriera di giovani studiosi, che magari hanno intrapreso la carriera e che possono trovare nel premio, che prevede sia un contributo in denaro sia la pubblicazione della tesi, un aiuto concreto, un impulso a continuare nella strada intrapresa. Continuare quindi l’opera di Cosimo Damiano, nel ricordo, ma soprattutto con l’azione, guidata dal cuore e dall’esempio che ci ha lasciato.
La cerimonia è stata aperta dalle parole di Padre Pasquale Maria Triulcio che, nel ringraziare i convenuti, ha illustrato il polo dell’Istituto Superiore di Studi religiosi, accogliendo con gioia la cerimonia di premiazione e il premio stesso come un seme gettato in Calabria che con dedizione amore e costanza darà frutto. Padre Triulcio ha da subito sposato l’iniziativa trovando nel “Premio Marafioti” consonanza d’intenti. Dello scambio interculturale ed interreligioso, di conoscenze, alle quali l’Istituto ha dedicato un corso di laurea, nel Medioevo molti sono stati gli esempi e i paradigmi da studiare e riscoprire.

Le parole di Chiara Baldestein, Gabriele Ottaviani e Paolo D’Amelio, studiosi che hanno conosciuto e lavorato con Cosimo Marafioti, hanno illustrato cosa li ha animati nel corso dei mesi di preparazione del premio: l’idea nella continuità dell’operato di Cosimo e la speranza, che questa piccola iniziativa sia di aiuto alla carriera di un giovane ricercatore. Perché oltre gli ostacoli e le cadute non bisogna dimenticare la passione che ci guida e spesso una voce amica che ce lo ricordi ci può essere d’aiuto. Soprattutto se quella voce intende premiare il talento, quello vero.
La storia di Stephane Asoni, vincitore della prima edizione, è sembrata quella giusta, contrassegnata da un talento che la giuria ha voluto premiare tra tutte, più di trenta, le tesi partecipanti. Nelle sue parole sono vive la tenacia e la passione per gli studi umanistici ed emerge chiara la volontà di continuare una carriera che gli auguriamo luminosa.

La sua tesi “Il gesto nell’età della parola: il caso di Boncompagno da Signa” è dedicata ad un autore forse poco conosciuto al pubblico ma che meriterebbe una più ampia diffusione per l’attenzione che contraddistingue verso l’umanità, le figure più diverse ed “altre” dell’umano. La parola allora si fa vicinanza e descrizione della realtà, anche di quella che spesso non emerge dalle maglie della retorica.
La cerimonia si è conclusa con il ricordo di Cosimo Marafioti, da parte degli amici e dei parenti convenuti. Un ricordo vario e composito: una figura che era per molti un punto di riferimento, un campione di generosità, di propositività, di apertura al nuovo, uno studioso ma soprattutto un amico.

Una giornata che nella volontà degli organizzatori è stata un seme, gettato con la lungimiranza di fare di questo momento di comunione e ricordo un’azione sempre più concreta, uno spazio sempre più vicino alle esigenze degli studiosi, giovani di scienze storiche.
Se il “Premio Marafioti” potrà diventare quindi una finestra sul Medioevo, in accordo con i valori della ricerca e della divulgazione ragionata e pensata, allora questa giornata non sarà stata solo un ricordo ma qualcosa di più fertile e fruttuoso. È quello che tutti noi vivamente ci auguriamo.
Vi ricordiamo che il volume di Stephane Asoni, “Il gesto nell’età della parola: il caso di Boncompagno da Signa” è acquistabile a questo link. Tutti i proventi vanno al sostegno del progetto e dell’associazione NUME che ci ha aiutato nella sua organizzazione.
