
La mano (Adelphi, euro 18) è uno di quei Simenon che farei leggere per far capire cosa è un’ossessione, come si insinua gradualmente nella nostra mente e pian piano ci divora la vita, la cambia, ne direziona i movimenti.
Donald Dodd e la sua ordinarietà
Donald Dodd, nella sua ordinarietà dalla vita tranquilla e incolore, è un personaggio che prende forma proprio nella deviazione dai binari.
La morte dell’amico Ray, che lui non fa nulla per evitare, gli dà la possibilità di vedere il mondo, quello che l’invidia gli ha fatto sempre desiderare.
Mona e il salto sociale
Mona, la moglie di Ray, incarna il salto sociale, la nuova maschera da accaparrarsi e così cambiare ambiente, lavoro, status.
L’ossessione, però, spesso sfugge di mano e il passato non è mai passato del tutto.
Un romanzo in cui l’inquietudine è inizialmente impercettibile, poi coprirà tutto, come il bianco della neve in cui annega la vita dei personaggi nelle scene iniziali.
