
La nostalgia come bolla
La nostalgia è una bolla. Un’ossessione per il passato che da sempre coltiviamo. Basti pensare ai “favolosi anni ’60”. Di certo, in quella bolla rassicurante, possiamo chiuderci dentro, reiterando in modo infinito la nostra comfort zone. Enrico Brizzi evita questo rischio fiondandoci direttamente e senza fronzoli o retropensieri, nella temperie degli anni ’90. Con una certa dose di coraggio.
Intermezzo: il coraggio della nostalgia
Il coraggio della nostalgia, ad esempio, non edulcorare quello che oggi sarebbe difficile da accettare. Qualche giorno fa riascoltavo “Aeroplano” di Caterina, una canzone scritta da Max Pezzali e affidata alla voce della cantante della scuderia Cecchetto: nella sua naïveté la canzone comunque funziona, anzi, è lì la sua forza.
Allo stesso tempo, è molto facile oggi dimenticarla e buttarci sulle hit di quei tempi (anche se, con mio stupore, è diciassettesima nelle lista di canzoni più ascoltate del gruppo su Deezer).
E dimentichiamo magari l’humus che ha permesso a quelle perle di fiorire, cose brutte, kitsch, forse, dimenticabili ma che all’epoca erano comunque respirate come l’aria.
Nell’ambito rock, dove gli 883 non avevano posto, penso, ad esempio, nei primi duemila, a gruppi prescindibili o eccessivamente retorici, come i Puddle of Mudd, copie sbiadite ma scazzate il giusto dei Nirvana, o agli Starsailor, band che abbiamo amato e amiamo alla follia, ma che trasuda retorica strappalacrime e soprattutto non richiesta…
Il ritorno dei personaggi di Alex e Aidi
E poi, il coraggio di riprendere i fili delle storie di Alex e di Aidi, personaggi rimasti giovani, come se il tempo non fosse passato.
L’operazione di “Due” comunque alla fine è riuscita: una storia d’amore, le prime uggie dell’età adulta, un amico perduto alle spalle, un amore da riprendersi davanti a lui, in quell’estate del 1992…
C’è un sottile godimento di Brizzi, contagioso, che passa al lettore: rievocare i 90s attraverso la bellezza del supporto: vhs, nastri magnetici, fanzine; una, curata insieme a Baronciani, è stata allegata alle prime copie del libro.
Oggetto che esce dalla finzione delle parole e si fa reale.
Conclusione: un libro tra diario e road trip
Un libro, a metà tra diario sentimentale e road-trip. Che fosse il ’93 o il 2024 alla fine personaggi come questi meritavano decisamente una seconda puntata.
