
La musica ha smesso di evolversi?
È proprio vero che la musica ha smesso di evolversi? Quel che è certo è che gli anni Zero non hanno dato inizio al futuro culturale che ci aspettavamo: le reunion più o meno riuscite, le cover band, il ritorno del vinile e delle musicassette hanno contribuito alla creazione di uno scenario dove anche i nuovi personaggi assomigliano a un patchwork di fenomeni precedenti.
Attraverso aneddoti di giganti della vecchia guardia (con esaltanti panoramiche su Beatles, Patti Smith e Frank Zappa) e di artisti contemporanei – che sono spesso giunti alla notorietà rielaborando scampoli di musica strappati all’oblio – Simon Reynolds, incoronato erede di Lester Bangs, ci racconta questa ossessione per il passato in un saggio che unisce lo sguardo appassionato della critica musicale alla lucidità dell’indagine sociologica.
E, insieme alla denuncia di un futuro che non c’è stato, pone una domanda a cui ancora non c’è risposta: continueremo a vivere oppressi dalla nostalgia oppure la retromania si rivelerà una fase storica isolata?
Retromania: un libro seminale ancora attuale
Sulla scorta di “Due” ho ripreso in mano un libro seminale come “Retromania” di Simon Reynolds. Pur essendo stato scritto nel 2011, mantiene la sua aura, quella di aver catturato il post-tempo; alla fine, basta sostituire la tecnologia citata con quella nuova, ad esempio YouTube con Spotify, ma il risultato è lo stesso: l’annullamento del tempo, nell’infinito scorrere della playlist.
Passato e presente contro un futuro schiacciato
Passato e presente si danno la mano; è il futuro ad essere schiacciato, compresso, come se gli e ci mancasse l’aria. È nel passato il divertimento e la fascinazione; un passato idealizzato, romanzato, “presentizzato” come gioco, fonte di reference e ganci generazionali.
Rivisitare continuamente quei ricordi, quei solchi, quei dischi, come strade che conosci benissimo ma che continui a percorrere.
Retromania come storia culturale
In questo viaggio, poi, non si è soli; c’è una comunità, una cultura pop a cui fare riferimento e a cui agganciarsi. Quella di Reynolds è una lettura ancora oggi valida, un capitolo di storia culturale che non tramonta.
