Memorie Musicali – Le migliori biografie di musicisti

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Introduzione

Ultimamente ho letto un po’ di musica. Soprattutto mi affascinano le biografie di musicisti: il musicista che si siede al computer e rievoca i propri trascorsi, burrascosi e non. Libri confessione, libri confessionale; quel sano gusto di vedere cosa c’è dietro la persona pubblica, come sono nate canzoni che sono diventate parte di noi.


Jeff Tweedy – Let’s go on so we can get back

jeff tweedy Lets on so we can get back

Credo che gli artisti creino nonostante la sofferenza, non grazie alla sofferenza.

Diventai quello che sono quando mi resi conto che scrivere canzoni, anche se significava sviscerare il mio io di fronte a degli sconosciuti, lasciare uscire fiocchi di emozioni pulsanti e rendermi ridicolo con le mie stesse parole, era esattamente quello che volevo fare nella vita.

Quello di Jeff Tweedy, membro degli Uncle Tupelo e poi leader dei mitici Wilco, più che un libro di memorie è un libro di confessioni. Quelle confessioni che fai ad un estraneo con l’intento di mettere un po’ di ordine nella tua vita. E lo fai magari per superare anche alcuni traumi. Non è un caso che Let’s go on so we can get back (SUR edizioni, traduzione di Lorenzo Medici) sia un libro che nasce dal percorso che Jeff ha fatto dopo la riabilitazione per una dipendenza da oppiacei. Il tono, quindi, sembra quello del confessionale, sommesso, amichevole, dove le barriere cadono e quindi ci troviamo a raccogliere le sue confessioni come se fossimo – ehm, quanto è indie questa cosa!? – al suo stesso livello, quasi degli amici.

Dall’inizio fino al successo, alle cadute e anche agli scontri con diverse visioni, che in un gruppo possono essere fisiologiche ma anche letali, vediamo crescere una piccola grande stella del Midwest americano. Quello che mi ha colpito di più e che mi rimane è il fatto che Tweedy in questo libro rimarchi spesso quanto sia importante per lui scrivere per sé stesso più che per il pubblico. Ecco, è questa forse è la più grande rivendicazione di un artista: avere una propria voce e averla per sé stessi, avere prima qualcosa da dire e poi aprirsi agli altri.

Penso che, alla fine, questa sia proprio l’idea del cosiddetto “Indie rock” e della musica alternativa in generale: non barattare con nessuno la propria visione; Let’s go on so we can get back è un anche un libro in cui Tweedy mette in campo le scelte che ha fatto nel ritagliare agli Wilco indipendenza dalle grandi etichette discografiche. Un piccolo manuale della resistenza indie-rock.


Mark “E” Everett – Cose che i miei nipoti devono sapere

Mark Oliver Everett – Cose che i miei nipoti devono sapere

Un apologo sulla resilienza raccontato con il giusto disincanto anche quando la vita ti mette davanti il suo peggio: il dolore, la solitudine. Il sentirsi rifiutato, poi incensato, poi rifiutato ancora.

Leggere Cose che i miei nipoti devono sapere è un pugno nello stomaco fin dalle prime pagine ma Mark Oliver Everett per gli amici “E” degli EELS, ci abitua subito alla sua vita: un’altalena continua di alti e bassi, il sentirsi allo stesso tempo il più fortunato del mondo e il più perdente. In un continuo rollercoaster tragicomico. Come la vita stessa sa insegnare.

È anche un racconto di come sia riuscito a preservare e conservare la sua visione e la sua cifra d’artista, nonostante le case discografiche. Ovvero, l’eterno destino e l’eterna lotta dell’artista indie. Un plauso anche a Blackie Edizioni, che lo ha pubblicato in lingua italiana, per la cura dell’oggetto libro: copertina rigida, carta di qualità e il piacere costante di avere tra le mani non solo un buon libro ma anche un bell’oggetto da conservare sulla nostra libreria; oggi non è più così scontato.


Giancarlo Turra – Nick Drake

Giancarlo Turra Nick Drake

Esce per la collana Director’s cut di Blow up questo breve profilo di Nick Drake. Una rievocazione che cerca di mettere ordine nel grande mistero del cantautore inglese. L’analisi è composta, attenta nel contestualizzare il grande cantautore nella temperie musicale dell’Inghilterra del suo tempo.

Allo stesso tempo, delinea in modo chiaro come Drake ne fosse lontano, con il suo sguardo classico e fuori del tempo. Forse, l’opinione è mia, è questa la sua forza. La distanza, dello sguardo, che poi si raffina nella purezza, inarrivabile e monolitica di Pink Moon.

Al libretto penso avrebbe giovato avere a disposizione, anche come appendice, una scansione lineare degli eventi; la lettura in alcuni punti si fa più faticosa.

Concludendo, un po’ più di un profilo critico, un po’ meno di una biografia; rimane comunque una buona lettura per cominciare ad avvicinarsi al grande cantautore inglese.


Paolo Carusi, Gioacchino Lanotte – Cantagiro

Paolo Carusi Gioacchino Lanotte Cantagiro

Concludiamo con una lettura di memoria, anzi storica, oso dire memoriale, che rimembra un’Italia che non c’è più, ma senza troppa nostalgia: Cantagiro di Paolo Carusi e Gioacchino Lanotte.

Uscito per i “Quaderni di storia” di Le Monnier, il volume esplora il fenomeno del Giro d’Italia della canzone in modo esaustivo: non è storia, non è un trattato di musicologia né di sociologia. Riesce, però, ad articolare insieme tutte e tre le coordinate del fenomeno, senza che la lettura risulti pesante.

Viene adottata una prospettiva divulgativa ma questa non pregiudica la presenza di approfondimenti, curiosità e l’apertura di nuovi spazi di ricerca; basta, ad esempio, compulsare le esaustive note.

Consigliato a tutti quelli che vogliono immergersi, capendola più a fondo, nella cultura popolare – non solo musicale – degli anni ’60 italiani.


Prossime tappe

Il percorso può sicuramente continuare. Ne delineo qui qualche tappa futura, a mo’ di reminder per me e di consiglio per gli alti.

La bomba in termine di memoria delle memorie, sganciata nel 2005 e ancora insuperata, rimane naturalmente Chronicles vol. 1 di Bob Dylan, recentemente ristampato, con una sobria ed elegante copertina rossa, da Feltrinelli nella sua collana celebrativa Feltrinelli 70 1955 – 2025.

Bob Dylan Chronicles vol.1

Si potrebbe poi continuare con Good pop, bad pop di Jarvis Cocker (edizione italiana uscita per Jimenez), vero e proprio inventario di oggetti attorno ai quali, come la trama di un maglione oversize, si dipana la storia del cantante e dei suoi Pulp, appena riformatisi. Oppure si potrebbe virare sul memoir del mitologico Steve Wynn, Non lo direi se non fosse vero. Memorie di musica, vita e Dream Syndicate (sempre per i tipi di Jimenez). Un tuffo nel mondo alternativo del Paisley Underground e nei roventi anni ’80 americani. Con la testa siamo sempre lì; anche noi che non abbiamo vissuto quegli anni. Il fascino è innegabile; il libro va in wishlist in modo automatico. Libro, tra l’altro, presentato con l’ennesimo tour che ha infuocato la primavera del “nicchione” indie italico.

Steve Wynn Non lo direi se non fosse vero

Mentre un’altra tappa musicale, dove val la pena fermarsi, ormai storicizzata, piena di interviste e di racconti orali, chissà quanto gonfiati – ma questo è il bello dell’epopea del Rock’n roll in generale – è l’ormai classico Meet me in the bathroom. Rinascita e Rock’n’Roll a New York (2001-2011) di Lizzy Goodman: ovvero la scena di New York a cavallo del nuovo millennio con tutte quelle band che ci hanno acchiappati da giovani, noi millennials storditi e sprovveduti, appena usciti dal liceo, e non ci hanno più lasciato: LCD Soundsystem, The Strokes, Yeah Yeah Yeahs, Interpol etc. Il libro è pubblicato in Italia da Odoya.

Lizzy Goodman Meet me in the bathroom

Se avete consigli su quali possano essere le prossime tappe del percorso musicale, non esitate a contattarci!


Conclusione

Le biografie di musicisti sono uno strumento prezioso per scoprire il lato più intimo degli artisti e comprendere meglio i movimenti culturali che hanno segnato intere generazioni. Dai racconti indie-rock alle storie popolari italiane, questi libri ci aiutano a leggere la musica attraverso la vita di chi l’ha creata.

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