
Pochi sanno raccontare l’America come Chris Offutt in “A casa e ritorno”: l’America della provincia, quella da cui si cerca di scappare ma che poi, come una sirena, ti richiama indietro. Le storie di questo libro sono storie di uomini e donne in fuga, se non proprio in esilio, nella loro stessa patria.
Il Kentucky di Chris Offutt: uno stato mentale
Il Kentucky di Offutt è uno stato mentale: inospitale, selvaggio, aspro come le montagne che lo abitano. Torna spesso l’immagine della collina: alcuni personaggi dicono fieri di non averla mai abbandonata. Dà l’idea dell’isolamento, di comunità che sono clan. Così, molto spesso i personaggi di Offutt sono fuggitivi, sopravvissuti al loro passato e in lotta per conquistare un futuro migliore.
Il futuro migliore spesso è altrove: non a caso la raccolta ha il titolo originale di Out of the Woods. Come se la libertà fosse al di là dei recinti che la provincia si autoimpone; eppure, questi personaggi con le loro contraddizioni, inconsapevolmente, vi ritornano.
Lo sguardo chirurgico di Offutt sulla provincia americana
Offutt con sguardo chirurgico racconta la visceralità di questo sentire, di questo rapporto inscindibile con la terra natia. Il senso del libro è nelle parole del personaggio parlante di Gente tosta: un’eterna lotta con le radici, le contraddizioni dell’America riassunte in poche righe. Se non vi riescono i grandi scrittori — ed Offutt lo è — non so chi altro potrebbe riuscirci:
«La mia famiglia aveva passato duecento anni sulle colline, e io ero stato il primo ad andarmene. Adesso avevo combinato abbastanza disastri per tornare. Sotto di me l’acqua scorreva fredda e veloce. Cominciai a camminare».
Conclusione
A casa e ritorno è un ritratto autentico dell’America profonda, delle sue contraddizioni, dei legami di sangue e di terra che non si spezzano. Un libro imperdibile per chi vuole capire la provincia americana raccontata da uno dei suoi narratori più sensibili e precisi.
