
Una scrittura lirica e unica
In “L’ultimo dell’anno e altri racconti”, quello che colpisce subito della scrittura di Higuchi Ichiyo è il suo innato lirismo, spesso ostentato, talvolta si accumula sulla pagina con la sfrontatezza dei giovani; è la sua particolarità ed unicità; parliamo di una giovane donna del Giappone di fine ‘800, che non ha fatto in tempo ad invecchiare; di una ragazza cresciuta in fretta e diventata subito punto di riferimento culturale e letterario.
La sua scrittura può certamente non piacere ma è difficile che lasci indifferenti. Una raccolta di suoi racconti si può leggere nel volume L’ultimo dell’anno e altri racconti, pubblicato da Aracne nel 2016.
La metafora dell’acqua
Una metafora che ricorre spesso è quella dell’acqua: l’acqua e il suo scorrere ritornano spesso riferiti, per esempio, alle vicissitudini di un amore contrastato, maltrattato, levigato dalle voci della società; forse quell’acqua rimanda al fatto che la vita come la società ci cambiano, ci fermano o ci fanno scorrere. Spesso a decidere non siamo noi, non sono i personaggi di Ichiyo.
Un giorno di neve
In un racconto come Un giorno di neve, ad esempio, dove vengono narrate le vicende autobiografiche di un amore difficile, più per la pressione sociale che per altro, nella scrittura emerge l’uso, insistito, giovanile, vivo, vitalistico delle metafore: «il vento delle maldicenze», «fiocchi di cotone che dal cielo cadevano».
Una scrittura di protesta e di fascino
Del resto, penso che Higuchi abbia proprio cercato per prima di individuare ed indagare come la società giapponese ingabbi le vite e le scelte individuali; e la sua fondamentalmente è una scrittura che protesta ma allo stesso tempo ammalia, che usa la lettura metaforica del paesaggio per farsi forza, o, romanticamente, per trovare una connessione tra quello che abbiamo dentro e quello che vediamo al di fuori. C’è una connessione col tutto che possiamo sentire vibrare nella sua scrittura, che a me personalmente affascina e forse, sono sicuro, sarà così anche per altri lettori.
Un classico da riscoprire
Una scrittura, quella di Higuchi Ichiyo, che potrà sembrare datata, ma che liricamente è al livello delle più belle poesie romantiche, al livello di certi quadri di Friedrich o della scrittura di Emily Bronte, e che per questo spero continui ad essere letta, scoperta e riscoperta.
L’ultimo dell’anno e altri racconti di Higuchi Ichiyo è un’opera che unisce lirismo, metafora e critica sociale, capace di parlare ancora oggi ai lettori. Un piccolo classico della letteratura giapponese che merita di essere rivalutato e inserito nei percorsi di lettura dedicati alla narrativa d’autore.
