Un segreto di ghiaccio (Piemme)

È il secondo capitolo delle indagini del capitano Qaanaaq Adriensen, scritto dall’ autore francese Mo Malø; un libro che ci dicono essere diventato un vero e proprio caso editoriale in Francia.
In realtà, possiamo classificarlo sotto la categoria: buon thriller e poco più. E quel poco più ha buone chance di essere l’ambientazione groenlandese. Le terre artiche non si limitano a fare da sfondo ma intervengono – in una maniera che può richiamare il caro vecchio Naturalismo – nel determinare i destini dei personaggi; ne contestualizzano in modo inconfondibile la storia.
Il romanzo vede il capitano Qaanaaq intraprendere obtorto collo un viaggio nelle stazioni più remote della Groenlandia per riprendere il suo ruolo di capo della polizia e riabilitarsi agli occhi dei suoi capi danesi. Ogni tappa è scandita da un macabro “regalo”; dietro si cela un mistero da svelare, che lascerà una scia di sangue per tutta l’isola e che metterà a dura prova le sue certezze di poliziotto, di uomo e di padre.
Il plot è quello classico del thriller ma è comunque l’occasione per toccare alcuni nervi sensibili della società groenlandese: la doppia identità e il rapporto mai del tutto pacificato con la Danimarca, il disagio giovanile, l’alto numero di suicidi, il vivere sulla soglia del futuro con la paura di perdere il passato delle tradizioni inuit.
Non penserei a questo libro per conoscere la Groenlandia, come non penserei ai film di Vin Diesel per conoscere l’America; se però l’ambientazione vi stuzzica, volete in effetti saperne di più e con l’occasione vorreste gustarvi anche un po’ d’azione allora questo libro può fare al caso vostro.
