La signorina Else di Arthur Schnitzler

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L’ARTE DEL RITRATTO PSICOLOGICO part.2

La signorina Else Arthur Schnitzler

 “La signorina Else” nell’opera di Schnitzler, è un’aria mirabile, che continua a suonare nell’orecchio di chi l’ha sentita anche una sola volta. Fin dalle prime battute, e poi sempre più trascinati sino alla fine, avvertiamo il battito tumultuante del sangue e delle parole che circolano nella testa di Else, l’adolescente «altera», vivida e appassionata. Incombe su di lei, sulle sue nervose vacanze alpine, una catastrofe familiare.

Un ritratto magistrale di adolescente

Ne La signorina Else Schnitzler dipinge un ritratto di adolescente magistrale. Nessuna parola sembra di troppo.

Il susseguirsi dei pensieri corre veloce nel magistrale flusso di coscienza schnitzleriano ed accompagna la sfortunata vicenda di Else che, al limitare tra adolescenza e maturità, è costretta a vendersi per salvare la situazione finanziaria della propria famiglia.


Decadenza e aria di finis Austriae

La decadenza, quell’aria di finis Austriae, familiare nei romanzi di Schnitzler, irrompe anche qui, nonostante la vicenda sia ambientata lontano da Vienna, nelle montagne del Sudtirol.

Else è anima divisa, perennemente oscillante, e Schnitzler ci guida nei meandri della sua psiche.


Il corpo come unica arma di salvezza

Il rapporto difficile col proprio corpo, nel momento in cui diventa unica arma di salvezza, è centrale.

Il corpo, sul quale il romanzetto dà modo di riflettere: sul suo uso, sull’essere oggetto dello sguardo, spesso deformante della mente.

Else si sente forte di una bellezza abbagliante, ma il suo cercarsi nervoso nello specchio rivela che la sua certezza non è granitica.


La frattura interiore di Else

Proprio il suo esporsi minerà, crepa dopo crepa, quell’armatura che i pensieri, nel loro incessante fiume di parole, avevano costruito…

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