
La Roma degli anni ’70 dell’Ottocento
Quella Roma borghese degli anni ’70 dell’Ottocento. Quella Roma umbertina. La Roma delle sedute parlamentari, noiosissime. La Roma dell’Accademia dell’Arcadia, ormai vuoto rito alto-borghese dei tempi che furono. La Roma dei prelati.
La Roma dei cantieri. La Roma delle feste di fine cantieri, che uniscono nelle osterie operai e costruttori, uniti sotto il lenzuolo del patriottismo, non ancora vuoto e pieno di ingenua speranza.
La Roma delle scampagnate fuori porta con un amico andato via troppo presto. La Roma degli intrallazzatori. La Roma degli avventurieri che vogliono vendere al re qualche isola orientale. La Roma in cui le glorie patrie sono imprescindibilmente legate ai trionfi coloniali.
Lo stile di Giovanni Faldella
Lo stile di Giovanni Faldella (Roma borghese, edizioni Il Cannocchiale), campione della nostra Scapigliatura, vivace, anomalo, vi guiderà in un viaggio in una Roma e in un’Italia che forse abbiamo dimenticato troppo in fretta.
Chi era Giovanni Faldella:
Giovanni Faldella (1846-1928) è stato uno scrittore, giornalista e politico italiano, considerato uno dei rappresentanti della Scapigliatura piemontese. Nato a Saluggia (Vercelli), fu avvocato e deputato, ma la sua fama è legata soprattutto alla produzione letteraria, caratterizzata da uno stile vivace, ironico e sperimentale, spesso attento alla vita borghese e alle contraddizioni dell’Italia post-unitaria. Tra le sue opere più note ricordiamo Roma borghese (1885), un ritratto spregiudicato della capitale umbertina, e numerosi scritti giornalistici che mescolano satira sociale e critica politica.
