Songs of Innocence and Experience: analisi di The Little Boy Lost di William Blake: Il tema dello smarrimento in William Blake – PARTE.1

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Songs of Innocence and Experience di William Blake

Nelle Songs of Innoncence and Experience di William Blake The little Boy lost e The little boy found costituiscono un vero e proprio dittico dedicato al tema dello smarrimento.
Le due poesie gemelle si trovano in Innocence.
Alla prima poesia è collegata cronologicamente la sua “compagna”, secondo un gioco di fine simmetria orchestrato dal poeta inglese.
Un altro dittico, analogo, The little girl lost / The little girl found, si trova in Experience.


The Little Boy Lost

Father, father, where are you going
O do not walk so fast.
Speak father, speak to your little boy
Or else I shall be lost,
The night was dark no father was there
The child was wet with dew.
The mire was deep, & the child did weep
And away the vapour flew.


Il bambino smarrito (traduzione italiana)

Padre, Padre, dove stai andando?
Oh, non camminare così veloce.
Parla, padre, parla al tuo piccolo bambino
O altrimenti sarò perduto,
La notte era scura e nessun padre era lì
Il bambino nella guazza,
Il pantano era profondo e il bambino in pianto
E la nebbia volò via.


L’assenza del padre e il tema dello smarrimento

The Little Boy Lost è poesia dell’assenza, assenza del padre: il bambino lo invoca ma il narratore è decisamente netto nel negarne la presenza:
«no father was there» (v. 5).

La narrazione è compressa e concisa, palesemente in contrasto con la lunghezza del dittico gemello in Experience (The little girl lost / The little girl found).
La concisione di The little boy lost investe non solo la diegesi del racconto ma anche la sua spiegazione.

Sappiamo poco: il bambino si è perso ma non se ne conoscono i motivi.
Il testo ci restituisce l’angoscia del bambino e poco altro; sembra che l’oscurità della notte evocata al verso 5 («The night was dark») ne avvolga anche il senso.

Che tipo di smarrimento è quello di cui fa esperienza il boy della poesia?
È stato portato nella palude o ci è arrivato da solo?
Il suo percorso è una deviazione dalla strada maestra oppure un cammino che il bambino, nella sua crescita, deve affrontare?

Alcuni elementi della poesia sembrano farci propendere per questa seconda opzione: il bambino viene descritto «wet with dew» (v. 6); secondo Marsh si tratta di un’immagine del materialismo che attanaglia gli individui nel mondo di Experience1.
Un altro tassello potrebbe essere ancora il verso 5: la notte è generalmente legata ad Experience.
La Notte di Innocence è, sì, piena di pericoli ma rischiarata dalla luce e dal conforto arrecato dagli angeli: «silent moves / the feet of angels bright» (Night, vv. 11-12).

Songs of Innocence and Experience The little boy lost william blake

L’immagine, la luce e il simbolismo del vapour

In The little boy però non c’è conforto e l’unica luce che possiamo riscontrare è quella dell’immagine che accompagna il testo e sulla quale bisogna aprire una piccola parentesi.
William Blake fu anche straordinario pittore e i suoi Songs, da lui “editi” artigianalmente, non possono essere letti senza il contesto iconografico in cui lo stesso poeta li ha fatti “germogliare”.

Tornando a The little boy, il testo non fa riferimento ad una luce ma designa come vapour ciò che ha guidato fin lì il bambino:
«and away the vapour flew» (v. 8).

Con vapour Blake intende forse riferirsi al fenomeno dei fuochi fatui.
Questi ultimi sono anche metafora, usata anche nel linguaggio quotidiano, per designare un’illusione, un miraggio.

L’immagine che accompagna il testo scioglie il dubbio: il bambino vestito di bianco è guidato da una luce, quasi una fiamma, che riverbera la sua luce su di lui, avvolgendolo.
Si tratta, perciò, di una luce illusoria, fuorviante.


Experience e Innocence: il contrasto dei mondi

Questi piccoli indizi sembrano fare di questo testo una finestra attraverso la quale Experience, sempre evocata implicitamente e per contrarium negli altri poems, si affaccia nel mezzo di Innocence.

Se spostiamo lo sguardo verso la cornice iconografica che avvolge il testo blakiano, abbiamo ulteriormente confermata la convinzione che la presenza di Experience qui sia solo una parentesi: il testo è attorniato da sei figure angeliche ed è stampato nei toni dell’oro.

La luce, che nella sezione superiore della tavola è la luce illusoria del fuoco fatuo, si trasfigura sino a diventare la luce divina che riporterà a casa sano e salvo il bambino.
La cornice testuale sembra preannunciare lo scioglimento della vicenda che avverrà solo nel componimento successivo.


Conclusione: la notte, l’illusione e il doppio

Nonostante ciò, il testo di The little boy lost appare netto nei toni, oscuro ed in sé concluso.
I versi finali hanno quasi il tono di un epilogo: anche l’illusione si spegne ed il bambino sembra destinato a rimanere impantanato («the mire was deep», v.7) per sempre.

Il gioco tipicamente blakiano di unire i contrari, metterli faccia a faccia, si esplica nel contrasto tra la parola e l’immagine che la circonda.
La scelta di scindere i due momenti dello smarrimento (parola) e del ritrovamento (immagine) dà modo al poeta di soffermarsi, in modo quasi assoluto, sul grido di angoscia del bambino, che non a caso occupa la prima metà della poesia, quasi un componimento nel componimento.

La notte è buia in Experience, le certezze sono fatue, il lieto fine imprevedibile
E se fosse proprio dietro l’angolo?
E se non fosse, alla fine dei conti, proprio così lieto…?


  1. Nicholas Marsh, William Blake – The poems, Palgrave, New York 2001, p. 67. ↩︎

Guarda anche:

– The Little Boy Lost Part. 2
– The Little Boy Lost Part. 3

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