The Little Boy Found di William Blake: analisi e significato nei Songs of Innocence and of Experience – PART.2

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The Little Boy Found di William Blake: Una riflessione sullo smarrimento in Blake

The Little Boy Found di William Blake è diretta continuazione e scioglimento della vicenda narrata nel componimento esaminato nella puntata precedente. Rimaniamo entro i confini di Innocence ma i toni sono oscuri. La luce della salvezza si affaccia ma l’alone sembra temporaneo…

Laddove The Little Boy Lost potrebbe essere letta da sola e non mancare di nulla, The Little Boy Found presuppone il suo antefatto: il titolo di quest’ultimo è citato nel primo verso e senza di questo resterebbe vago il valore della «wand’ring light» citata al verso 2.


Testo originale

The Little Boy Found

THE LITTLE boy lost in the lonely fen,
Led by the wand’ring light,
Began to cry; but God, ever nigh,
Appear’d like his father, in white.

He kissèd the child, and by the hand led,
And to his mother brought,
Who in sorrow pale, thro’ the lonely dale,
Her little boy weeping sought.


Traduzione italiana

Il bambino ritrovato

Il piccolo bambino perduto nella palude solitaria,
Guidato dalla luce errante,
Cominciò a piangere; ma Dio, sempre vicino,
Apparve come suo padre, in bianco.

Baciò il bimbo, e lo guidò per la mano,
Lo portò da sua madre,
Che pallida di dolore, attraverso la valle solitaria,
Il suo piccolo bambino aveva cercato piangendo.


Analisi e interpretazione

La luce vagabonda e il divino

La luce vagabonda, quella che aveva ingannato il bambino, viene da Blake posta in contrapposizione con Dio (verso 3); di più, la contrapposizione veicolata dalla preposizione avversativa «but» investe anche i versi precedenti e, con loro, il componimento gemello.

Possiamo quasi dire che The Little Boy Found cominci in realtà da qui, dal verso 3, dall’asserzione che Dio è sempre vicino («ever nigh»); è in queste parole, in effetti, che si risolve quell’attesa del divino preannunciata dalle figure angeliche che contornavano la pagina di The Little Boy Lost.

Dio, di fatto, interviene a salvare il bambino e lo fa apparendo ai suoi occhi «like his father in white» (v. 4); la divinità sembra riempire il vuoto lasciato dal padre cercato nel primo componimento ma, ad un’analisi più approfondita, la natura di questa compensazione appare solo momentanea.

La richiesta del bambino è destinata a rimanere delusa: Dio non può intervenire se non con il conforto («He kissed the child» al v. 5) e riportando il ragazzo all’alveo familiare, ovvero allo status quo precedente lo smarrimento. Quel perdersi nella “selva oscura” però trovava origine proprio dalla mancanza della figura paterna; l’intervento divino non riesce a sanarla e questo potrebbe esporre il bambino a nuovi futuri smarrimenti.


L’interpretazione dell’immagine

Se guardiamo alla tavola di The Little Boy Found, la mancanza del padre viene amplificata ulteriormente: vi sono raffigurati un bambino ed una figura dalle sembianze femminili che si tengono per mano nell’atto di uscire da un bosco; la disposizione degli alberi sembra agevolare, quasi accompagnare, il loro movimento.

Non ci sono dubbi che la figura dalle sembianze femminili sia quel Dio che è venuto a salvare il ragazzo perduto — a dircelo è l’aureola e la luce di cui risplende.

Come spiegare però il contrasto tra la femminilità di questa figura e le parole del testo che ci presenta un Dio «like his father in white»?

Potrebbe trattarsi di una figura androgina, come ce ne sono molte nelle illustrazioni blakiane dei Songs. Inoltre, la figura divina nella parte superiore della tavola è molto simile a quella raffigurante la madre con le braccia tese verso il bambino, sulla sinistra.

Prima dell’osannatissimo Recalcati, Blake riflette sulla mancanza del padre, figura sbiadita, figura guida. La divinità sembra riunire in sé paternità e maternità, ma lascerà il campo ad una sola di queste polarità, come vedremo più avanti.

the little boy found william blake

La concezione di Dio secondo Blake

Sia l’immagine che il testo di The Little Boy Found ci dicono molto sulla concezione di Dio che Blake aveva: come ha precisato Punter, il Dio di Blake non è distante, ma si manifesta laddove vi sia interazione, amore, affetto tra le persone.

Una tale epifania è favorita, secondo il poeta inglese, dal fatto che in ognuno di noi si conserva una scintilla divina. In Innocence, quest’ultima si può manifestare perché ancora viva la fiamma dell’immaginazione.


La figura della madre

E veniamo alla figura sulla quale si conclude la vicenda di smarrimento: la madre che accoglie il bambino ritrovato. A lei sono dedicati interamente gli ultimi tre versi del componimento:

«And to his mother brought,
Who in sorrow pale, thro’ the lonely dale
Her little boy weeping sought
» (vv. 6-8).

In Experience il tema della paura è importante, se non centrale: nella paura Blake individua una delle catene che non permettono agli uomini di liberarsi e di vedere il mondo con gli occhi visionari di Innocence.

Possiamo dire che anche nell’epilogo di questa vicenda torna ad affacciarsi Experience, attenuando il felice scioglimento.

La comparsa di Dio pareva aver annullato i pericoli corsi dal bambino, ma lo stesso alveo familiare a cui la divinità lo restituisce può rivelarsi pericoloso: l’apprensione della mamma tutela troppo il ragazzo, quasi fino a renderlo incatenato alla paura.


Il significato del dittico

Ecco quindi, nella figura della madre, è possibile comprendere il dittico. Solo se ci imponiamo di guardare la vicenda attraverso di lei, ponendo il nostro sguardo nel punto in cui tutto si conclude:

in The Little Boy Lost / The Little Boy Found è rappresentato un percorso di crescita che, naturalmente, ogni uomo deve affrontare; il bambino delle due poesie cerca di oltrepassare i limiti di Innocence, e forse si avventura in questo percorso di crescita anzitempo.

Ricordiamo che, per Blake, è possibile attraversare questi confini portando con sé lo sguardo pieno di immaginazione di Innocence: è quello che riesce a fare Lyca nel dittico gemello The Little Girl Lost / The Little Girl Found.

L’unico ostacolo è la paura, schermo che tiene gli uomini al di qua dalla verità.

Il dittico testimonia la difficoltà di questo rito di passaggio, i suoi ostacoli, i suoi vicoli ciechi e rappresenta una delle prove che i due mondi, di Innocence ed Experience, sia nella letteratura che nella vita, sono molto più vicini e intrecciati di quanto si possa immaginare.

Note :

  1. Le traduzioni, salvo dove diversamente specificato, sono dell’autore.
  2. Nicholas Marsh, William Blake – The poems, Palgrave, New York 2001, p. 67.
  3. David Punter, William Blake’s “Songs of Innocence and of Experience”, Longman, Londra 2003, p. 19

Guarda anche:

– The Little Boy Lost Part.1
– A Little Boy Lost Part. 3

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