Laudato si’ di Papa Francesco:

Dieci anni fa – Il blog si chiamava ancora Sharada – avevo scritto alcuni pensieri sulla “Laudato si” di Papa Francesco. In questi giorni ci sono tornato, così ho deciso di rieditare il vecchio articolo e di ripresentarlo, per ricordare di Papa Francesco, al di là dei credo religiosi, l’esempio e le idee.
«Tutto nel mondo è intimamente connesso.»
1. Una “casa comune”: la forza delle parole di Papa Francesco
Cominci a leggere l’enciclica Laudato si’ e una cosa ti colpisce. Forte, inequivocabile, netta: la voce di Papa Francesco. La ritroviamo da subito in quel suo giocare leggero con le parole.
La terra è “casa comune”; quante volte abbiamo sentito masticare e ciancicare le parole “cosa comune”? A Francesco basta uno scambio di vocale per spostare quel concetto e legarlo alla Madre Terra.
2. Uomo e Natura: un legame inscindibile
Non alza la voce Francesco, non pone veti: modificare la terra si può ma in un’ottica che guarda all’alto, al dono di Dio; solo tenendo in mente questo dono si può progettare la modificazione del pianeta che permetta la sua sopravvivenza e la nostra.
Quello che suggerisce il Papa è un approccio sistemico al mondo come entità indivisibile che oggi si è quasi del tutto perso a favore dell’interesse e del facile ritorno commerciale. E quell’approccio, quella visione sistemica pone l’uomo all’interno della Natura.
L’uomo e la natura, ecco il nocciolo della questione. Troppo spesso operiamo ponendoci come demiurghi, come entità esterne che liberamente cambiano le traiettorie del mondo, ponendolo, come piccola pallina, nel nostro ristretto circolo di interessi.
Questa è la scia tracciata da Francesco e che egli riprende con le parole dei suoi predecessori, l’attenzione nuova, vitale per «un’ecologia integrale, vissuta con gioia e autenticità».
3. San Francesco d’Assisi: l’esempio dell’amore per la Terra
È una vera e propria conversione ecologica alla quale tutti siamo chiamati, sulla scorta dell’altro Francesco, vissuto 800 anni fa: «in lui si riscontra fino a che punto sono inseparabili la preoccupazione per la natura, la giustizia verso i poveri, l’impegno nella società e la pace interiore». San Francesco – da cui il Papa non a caso ha mutuato il nome – compare come esempio lampante del pensiero che guarda alla natura e la ama al di là del dato oggettivo; la cura nasce dall’amore e spesso l’amore non coincide con le leggi dettate dai numeri.
4. Laudato si’ auspica un movimento globale, coeso capace di opporsi allo sfruttamento indiscriminato.
La natura è il francescano «Mistero gaudioso»: va adorata, contemplata nella sua naturale e incontaminata armonia e l’uomo deve inscrivere il suo progresso in questa sinfonia più ampia, in un’ottica sistemica.
Il richiamo è netto fin dai primi paragrafi dell’Enciclica: fare di quel movimento ecologico mondiale, che pure già esiste, un movimento coeso, che trascenda le religioni (non è un caso il richiamo mei paragrafi iniziali alle parole del Patriarca Bartolomeo) e le appartenenze, e che trovi la forza di ostacolare i potenti.
Quando ormai la natura nel sentire comune sembrava coincidere solo con le sue possibilità di sfruttamento, Papa Francesco dà nuovo vigore all’idea francescana della Natura, come madre e sorella, come un organismo del quale abbiamo le stesse fattezze, lo stesso sangue
5. Laudato si’ oggi: un messaggio ancora più urgente
«Tutto nel mondo è intimamente connesso». Così, il discorso ecologico e il discorso sociale non sono separati ma strettamente interrelati. Bisogna quindi «ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri». Questa la via ecologica tracciata dalle pagine della Laudato si’.
A leggerli suonano concetti forse banali o troppo ideali ma dovrebbero essere le idee e i sogni a guidarci. Sotterrati dal frastuono di ogni giorno, forse li avevamo persi.
Speriamo che il rumore non torni a sovrastarli.
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