Quest’anno durante l’ora di materia alternativa abbiamo sperimentato un gruppo di lettura sui fumetti a tema ambientale. Il prof., che sarei io, ha messo a disposizione la propria carta del docente e siamo riusciti a leggere tre fumetti, con qualche piccolo inciampo di percorso, assolutamente non previsto, ma che, in un progetto alla prima edizione può starci. Anzi, può essere foriero di esperienza, come sempre, con gli errori di percorso. Un grazie a Vivian, Claudia e Daniel che si sono impegnati nella lettura e nell`esternare i loro pensieri.
PROMOSSI: “Non è mica la fine del mondo” di Francesca Riccioni e Tuono Pettinato e “Hen Kai Pan” di Eldo Yoshimizu
RIMANDATI A SETTEMBRE: “Umberto” di Holdenaccio
Qui la trascrizione della discussione tra i ragazzi. Buona lettura.

Com’è la trama?
V.: È carina, coinvolgente, leggera anche se non è il mio genere.
C.: Penso sia carina, non pesante. Punta sull’ironia parlando della tematica ambientale.
D.: Anche secondo me puntare sull’ironia è una buona scelta.
Come vi stanno sembrando i disegni?
C.: Sono molto carini. Aiutano la comprensione della tematica. C’è una tavola, che mi ha colpito: c’è un fiore in una città distrutta.
V.: Sono semplici ma non è un male. Aiutano a rafforzare il concetto dell’inquinamento umano.
D.: Li trovo semplici, efficaci e coinvolgenti.

RIMANDATO A SETTEMBRE: “Umberto” di Holdenaccio non ha colpito e non è entrato pienamente nelle corde di ragazzi di terza media. Il prof. è un fan del fumettista, perché durante l’estate aveva letto la sua graphic novel dedicata al musicista Elliott Smith. Non è ancora ben chiaro cosa non abbia funzionato: se il target del fumetto sia forse leggermente più in là con l’età, se l’ambientazione anni `80 non abbia fatto presa? O la colpa è della storia che, sicuramente, ha dei tempi più lenti, rispetto al fumetto letto prima. Il prof. si ripromette di rileggerlo con calma in estate. Giudizio rimandato.

Come vi sono sembrate le tavole e i disegni?
V.: Sono veramente appaganti. Si vede che dietro c’è molto lavoro e maestria, attraverso la tecnica del collage.
C.: Saltano su più piani ed usano molto bene i dettagli delle espressioni del viso. Hanno una loro profondità.
I dialoghi sono sempre scorrevoli e comprensibili?
V.: Sono minimali. Riassumono concetti importanti in poche parole, lasciando spazio alla tavola.
D. Vero. Hanno uno stile non troppo verboso.
Come emergono le tematiche ambientali?
V.: Sono trattate bene, in modo completo nonostante la brevità del manga.
C.: Emerge soprattutto dai disegni che sono così belli, tanto che il lettore ci si sofferma con gli occhi.
D.: Dalla storia passa bene il messaggio ambientale nonostante un finale un poʼ frettoloso.
Su Hen Kai Pan registro anche il giudizio di un altro compagno, che non fa parte del gruppo di materia alternativa, ma che ha letto il fumetto, prestatogli da Daniel. Angelo ha comunque voluto scriverne una recensione che sintetizzo qui sotto.
A.: La parte del libro che mi è piaciuta di più è quando la protagonista, Asura, decide di liberarsi del controllo di una delle divinità e di iniziare a pensare con la propria testa; questo è il motivo che poi permetterà ad Asura di risvegliarsi. Invece, la parte centrale del libro mi è piaciuta di meno, non tanto per il contenuto, ma perché era troppo sbrigativa e molti passaggi sono stati saltati o spiegati poco. Però non è un problema per lo scopo finale del libro, dato che è destinato alla sensibilizzazione.
Ho avuto modo di leggere questo libro prendendolo in prestito da un mio compagno di classe. È la prima volta che leggo un manga e devo ammettere che mi è piaciuto.
Consiglio questo libro a chiunque volesse fare una lettura leggera. Si legge con molta facilità.
