
Sarà un mio limite ma mi piace, per vedere se un autore è valido, cominciare da un romanzo singolo, piuttosto che da una trilogia.
Così, per Jeff VanderMeer, ho deciso di partire da Colibrì Salamandra (Einaudi, pp. 386, euro 21). Un romanzo ambizioso: rappresentare il mondo del vicino futuro, col suo manifestarsi per frammenti e per indizi.
Siamo noi – poi, a mente fredda – a dover collegare, spesso mettendo in quel link la nostra verità, la nostra personalità.
La verità e il rumore di fondo
La verità, però, può farsi irraggiungibile, sicuramente incomprensibile nella sua totalità.
Oppure possiamo pervenire a sapere cose che forse creano più rumore di fondo, portandoci ad aumentare, nostro malgrado, la confusione.
In questa continua ricerca e giravolta, alla ricerca della misteriosa Silvina, insieme alla protagonista Jane, è facile perdersi, forse perdere anche di interesse.
Sì, parlo dell’esperienza di lettura, che non sempre è facile, non sempre è coinvolgente.
Ecoterrorismi e pandemie sullo sfondo
Gli scenari paventati – ecoterrorismi, pandemie – spesso più inquietanti e pregni delle vicende principali, rimangono sullo sfondo.
Ma forse a VanderMeer non interessano.
Nel bene o nel male, in primo piano è il disfarsi delle certezze nel progressivo avvicinamento a un mondo nuovo.
Che forse è già qui.
