A Little Boy Lost di William Blake: analisi e significato nei Songs of Experience PART.3

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A Little Boy Lost: Una riflessione sullo smarrimento in William Blake

Visto il piccolo grande successo che stanno riscuotendo qui sul blog i miei approfondimenti blakiani, pubblico la terza parte di questo inner-looking sul tema dello smarrimento nei Songs.

Qui siamo nel buio di Experience; non c’è nulla a salvarci. A farla da padrone è solo la bieca crudeltà dell’uomo, che spesso giudica perduti i suoi simili in base alle loro credenze.

E visti gli ultimi eventi, che vedono il terrore albergare sinistramente al centro d’Europa, non mi sembra il caso di sottolineare ulteriormente la triste attualità del testo di Blake


A Little Boy Lost

Nought loves another as itself,
Nor venerates another so,
Nor is it possible to thought
A greater than itself to know.

‘And, father, how can I love you**
Or any of my brothers more?
I love you like the little bird
That picks up crumbs around the door.’

The Priest sat by and heard the child;
In trembling zeal he seized his hair,
He led him by his little coat,
And all admired the Priestly care.

And standing on the altar high,
‘Lo, what a fiend is here! said he:
‘One who sets reason up for judge
Of our most holy Mystery.’

The weeping child could not be heard,
The weeping parents wept in vain:
They stripped him to his little shirt,
And bound him in an iron chain,

And burned him in a holy place
Where many had been burned before;
The weeping parents wept in vain.
Are such thing done on Albion’s shore?


Il titolo e la distanza da Innocence

La prima lampante osservazione che si può articolare riguardo a questa song di Experience riguarda il titolo: esso marca allo stesso tempo una distanza dal dittico di Innocence (l’articolo indeterminativo al posto di quello determinativo) ed una comunanza, dal momento che entrambi i ragazzi vengono definiti con l’aggettivo lost.

Nonostante questa identità lessicale è chiaro, fin da subito, come si tratti di due smarrimenti diversi:

  • quello del boy di Experience non è un vero e proprio smarrimento, o meglio lo è solo agli occhi dell’autorità che lo giudica, in questo caso un prete fin troppo “zelante” (il «Priestly care» del verso 12);
  • lo smarrimento del boy di Innocence, invece, può essere letto come un percorso di emancipazione dai limiti fin troppo confortanti di Innocence stessa oppure come una metafora dell’umanità persa dietro alle illusioni riguardanti la natura di Dio.
A little boy lost william blake

Nel mondo di Experience

Quello che compie il boy di Experience è solamente enunciare la sua idea dell’amore:

«Nought loves another as itself,
Nor venerates another so,
Nor it is possible to Thought
A greater than itself to know».

La posizione espressa dal bambino è molto vicina a quella enunciata in The Clod and the Pebble1; l’amore in sé non è passibile di astrazione: è sentimento umano, legato inscindibilmente all’esperienza del singolo.

Come tale, il sentimento amoroso condivide i suoi limiti con ogni altra sensazione umana; la conseguenza è che non si può amare nessuno più di sé stessi.

La seconda asserzione (vv. 3-4) è ancora più radicale: la mente umana non può conoscere entità più grandi di lei; naturalmente il riferimento velato è a Dio. La posizione del bambino si avvicina molto a quella di un agnostico.

L’uomo non ha i mezzi per conseguire una conoscenza che trascenda l’esperienza.


Il razionalismo e la condanna del prete

Condivisibili o meno che siano queste posizioni, certamente mettono in dubbio due pilastri della religione cristiana:

  • la conoscenza attraverso l’interiorità del Divino;
  • il comandamento “Ama il prossimo tuo come te stesso”.

Non a caso il ragazzo viene definito dal prete «a fiend», un demonio.

Il demonio è colui che più di ogni altro conosce Dio in quanto Angelo caduto, è colui che tenta Adamo ed Eva a mangiare il frutto dell’albero della conoscenza.

La colpa del bambino viene individuata dal prete in due atteggiamenti:

  1. Innalzare la ragione a giudicare Dio
  2. Attentare con la luce della conoscenza a un “Mistero della fede”.

Il bambino fa un uso della ragione vicino a quello dei razionalisti, facenti capo alle posizioni di David Hume; un atteggiamento filosofico condannato da Blake, così come l’eccesso di repressione che si cela dietro il misticismo professato dal prete.


Il bambino perduto e le catene di Experience

Il Boy di questa song è lost, quindi, da molteplici punti di vista:

  • dal punto di vista del prete, il bambino è deviato in quanto deroga alle regole imposte dall’ortodossia cristiana;
  • è perduto perché trova la morte;
  • ed è corrotto dall’eccesso di razionalismo che, secondo Blake, alberga in Experience.

Ad essere legati dalle catene di Experience sono, quindi, sia la vittima che il boia.

Nonostante ciò, come ha espresso bene Zachary Leader2, la quasi parossistica durezza del prete porta il lettore a prendere le parti del bambino.

Le ultime due stanze del componimento sono dedicate all’esecuzione spietata di quest’ultimo; mi preme sottolineare come, oltre ad essere spogliato dei vestiti, il corpo del bimbo venga legato con catene di ferro (v. 18).


Il simbolismo delle catene

L’immagine delle catene viene spesso usata da Blake per indicare ciò che ci trattiene dall’attingere all’immaginazione — quel serbatoio di immagini e verità proprie di Innocence.

Ad esempio, in London il poeta ascolta «the mind-forg’d manacles» (verso 8).

Il disegno che accompagna il testo di The Human Abstract (tavola 47) raffigura un uomo incatenato, effige universale dell’uomo costretto all’immobilità nel mondo di Experience.

a little boy lost songs of innocence and experience william blake

Con l’immagine delle catene a far capolino in questo contesto, la sensazione è che il rito fallisca nel suo scopo.

Vorrebbe essere, nelle intenzioni del prete, un rito di purificazione (non a caso viene compiuto su un altare sacro, quasi un sacrificio di ascendenza classica), ma si tramuta nell’atto di rinsaldare ulteriormente le catene dell’uomo.

Il prete si svela, quindi, come rappresentante dell’autorità tirannica: solo attraverso le catene può interfacciarsi con gli uomini, solo tramite di esse può esercitare il suo potere.


L’ultimo verso e la denuncia di Blake

Il tono dell’ultimo verso è solo apparentemente incredulo:

È veramente sulle spiagge d’Inghilterra che avviene un simile spettacolo?

La domanda cade nel vuoto ma, essendo retorica, la risposta è già conosciuta.

La natura del testo di A Little Boy Lost ci muove, come lettori, a sentimenti di sconcerto e rabbia; anche la narrazione agevola una tale reazione.

Cadono le metafore e Blake, come ha detto Hirsch, più scopertamente che in altre poesie di Experience, cala “l’artiglieria pesante”.

Non bastava evidentemente al poeta sapere che non si bruciavano più le streghe o gli eretici: egli sente comunque l’autorità della Chiesa così tirannica da non stupirsi se tali pratiche dovessero tornare in auge.


La tavola illustrata di A Little Boy Lost

La tavola di A Little Boy Lost non rappresenta in modo didascalico la vicenda raccontata nella poesia; Blake vi allude però chiaramente, raffigurandovi le fiamme di un rogo — che presumiamo essere quello del bambino — e delle figure di scuro vestite chine nell’atto di piangere, con le mani sulla faccia.

Queste ultime possono essere identificate, come hanno notato diversi critici, con i genitori che Blake nomina al verso 18 («The weeping parents wept in vain»).

Al di là delle identificazioni, conta qui notare come la loro sia la postura di chi è al confine tra umiltà e servitù.

Il rogo è imposto dall’autorità contro la quale il bambino si è scontrato (anche se sbagliando) e l’unica cosa che gli uomini, attanagliati dalla paura, possono fare è rifiutarsi di vedere.

Alla destra del testo e delle figure chine si librano nell’aria alcune foglie sui toni del blu; appuntite, si stagliano nette sullo sfondo giallo tendente al rosso, diretta emanazione delle fiamme.

Forse un seme di speranza che Blake getta sulla tavola, quasi a mitigare la cupezza della vicenda narrata: le foglie potrebbero simboleggiare le idee e la possibilità di resistere al fuoco dell’autorità.

a little boy lost songs of innocence and experience william blake

Guarda anche:

– The Little Boy Lost Part. 1
– The Little Boy Found Part. 2

  1. «Love seeketh only Self to please / To bind another to Its delight» (The Clod and The Pebble, vv. 9-10) ↩︎
  2. Zachary Leader, Reading Blake’s songs, Routledge & Kegan Paul Books, 1981, p. 171 ↩︎

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