
Un libro 100% South e White Trash
Trash di Dorothy Allison (Minimum Fax, 2021, Euro 16) è 100% South o, come direbbe qualcuno, White trash. Ma la sua è una patina superficiale, che l’autrice si diverte iconoclasticamente a graffiare.
L’introduzione è abbastanza retorica: scappare, sopravvivere per narrare. E grazie a ciò, andare avanti, cambiando, lasciando i ricordi – un bagaglio pesante, ma che è lì – nel cassetto, ma non dimenticando.
I sentieri della memoria
La raccolta è scandita secondo i sentieri della memoria: il primo racconto è come un’elegia, rievocazione di nomi perduti, un po’ come nel Dormono sulla collina di De André / Lee Masters.
La madre, la durezza e il realismo
Il racconto dedicato alla madre è duro, puro, sincero; non fa sconti e parla diretto, tra pancia e cuore.
La Allison dimostra di funzionare benissimo anche nei toni del realismo ironico e amaro, ad esempio in Gospel e Lezioni di fascino.
Esperienze sentimentali e sessuali
A partire da Morsi di scimmia si inserisce nella raccolta il filone sentimentale/sessuale che registra le esperienze dell’autrice; esperienze narrate con trasporto, che colpiscono per l’essere dirette come un treno.
Da ogni donna incontrata nasce una lotta che è voglia di possesso, soggiogazione ma anche annullamento. L’esperienza lesbica sembra una conquista che ridefinisce l’Io dell’autrice, in una progressiva messa a fuoco sui binari dell’allontanamento dal proprio retroterra famigliare.
Una raccolta coesa e indimenticabile
Nella ricerca di sé, in questa alternanza tra il passato conosciuto e un futuro diverso, nel distacco guadagnato faticosamente a ogni incontro con la sua famiglia, la raccolta appare del tutto riuscita: un corpo narrativo coeso e coerente.
Un’esperienza di lettura che rimarrà con voi a lungo.
