Fama tardiva di Arthur Schnitzler

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L’ARTE DEL RITRATTO PSICOLOGICO

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Fama tardiva è un riconoscimento postumo: ecco quello che si annuncia per questo testo di Arthur Schnitzler, da lui scritto a trentadue anni e finora inedito.

E una fama tardiva, ironicamente, sembra toccare in sorte all’attempato protagonista, Eduard Saxberger. Borghese abitudinario, impiegato modello, assiduo frequentatore del solito caffè, Saxberger durante la solitaria giovinezza aveva accarezzato qualche ambizione letteraria e pubblicato una raccolta di poesie dall’inflazionato titolo di Wanderungen, «Passeggiate».

Ma il tempo trascorso, o la tacita presa di coscienza della propria mediocrità, gli ha fatto quasi dimenticare quella prova giovanile. Se non che, con una copia del libro tra le mani, si presenta al «vecchio poeta» un giovane che si dichiara suo estimatore e, insieme alla vivace cerchia di amici, tutti sedicenti artisti, lo convince a tornare alla ribalta…

Il ritorno del vecchio poeta

In Fama tardiva (edito da Guanda, Euro 15) Saxberger è un vecchio letterato, allontanatosi dal mondo artistico da diversi anni e che ha trovato nella quotidianità spicciola la sua dimensione.

Il romanzo è un suo breve ritratto, fulminante e amaro: un artista che viene richiamato agli onori dell’Arte in tarda età, quando il treno della fortuna sembrava ormai passato.

Il vecchio poeta sembra inizialmente quasi ritrarsi di fronte al gruppo di giovani letterati che lo hanno eletto loro mentore. Poi, quel tremolante luccichio di gloria lo seduce…


Le dinamiche di gruppo

Oltre che mirabile ritratto di un personaggio emarginato, Fama tardiva è un fine trattatello su quelle che sono le meccaniche psicologiche degli individui all’interno di un gruppo.

La fama è per la congrega letteraria un fine comune, ma emerge pericolosamente l’egoismo dei singoli artisti. L’artista, che per costituzione guarda prima di tutto i suoi interessi, mal si adatta alla vita di gruppo…? Questo sembra dirci Schnitzler.


Saxberger e Vienna

Saxberger è altro rispetto a queste dinamiche. Non a caso lo vediamo vagare per i viali di Vienna cercando ispirazione invano, annotando solo quanto la città sia cambiata rispetto ai suoi tempi.

La sua presenza nel circolo letterario pare più essere quella dello spettatore curioso, che del letterato convinto.

Fama tardiva ci restituisce un altro dei grandi ritratti psicologici nella galleria del grande autore austriaco.

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