VIAGGIO NEI ROMANZI DI GEORGES SIMENON – VOL. 5

Il clan dei Mahé – Perché mai il dottor Mahé continuasse a trascinare l’intera famiglia a Porquerolles nessuno lo capiva. Sin dalla prima volta sua moglie si era lamentata del caldo, delle zanzare e della cucina meridionale che le rovinava lo stomaco, e lui stesso era solo riuscito a prendere delle terribili scottature. E quando andava a pesca, il fondo del mare gli dava le vertigini. Ma soprattutto si sentiva estraneo, fuori posto, e ogni essere animato o inanimato gli sembrava ostile. Aveva giurato, dopo quell’estate, di non rimetterci più piede, e una volta tornato nella piccola città della Vandea dov’era nato e dove viveva la sua famiglia, alla sua vita perfettamente regolata, a Porquerolles non aveva più voluto pensare. Eppure, non gli era mai uscita dalla mente…
Un romanzo atipico per Simenon
Romanzo atipico per Simenon, dall’andamento lento, fatto di piccoli avvenimenti, epifanie, ripensamenti e crucci. Il personaggio del dott. Mahé somiglia ad un dipinto in via di definizione, in un’alternanza di chiaroscuri e di contrasti tra il grigiore della provincia e il sole abbagliante di Porquerolles.
Il destino del dottor Mahé
Il dottore, come molti uomini medi simenoniani, è costretto in una vita già scritta, definita dagli altri, confinata in uno scenario che non ha scelto ma solo passivamente ereditato; un personaggio che non si sbilancia mai, sempre un passo indietro.
Un’ossessione lo risveglierà. Riuscirà a liberarsi dai suoi fardelli o rimarrà schiacciato? A noi l’interpretazione.
La bellezza dell’inettitudine imperfetta
Il clan dei Mahé si è rivelato uno di quei libri che, per la bellezza della imperfetta inettitudine del suo personaggio principale, si vorrebbe non finissero mai.
