
*«Alcuni giorni dopo, quando fu confermato che non ero incinta, la parola “puttana” cominciò ad avere un significato nuovo per me, basato meno sulle azioni e più sulla sostanza. Il problema non era che avevo fatto qualcosa di sbagliato, ma che ero sbagliata. C’era qualcosa di impuro nella mia stessa esistenza.
È strano quanto potere dai alle persone che ami, avevo scritto sul mio diario. Ma Shawn aveva un potere su di me che era inimmaginabile. Aveva definito chi ero, e non esiste potere più grande di questo.»*
— Tara Westover, L’educazione (Feltrinelli)
La forza della testimonianza
Leggere “L’educazione” di Tara Westover (Feltrinelli) è un’esperienza non facile. Ci scontriamo con un romanzo imperfetto eppure vero. Lo vorremmo edulcorare, editare, renderlo un oggetto letterario migliore eppure non possiamo.
La forza di quello che l’autrice narra, ogni suo piccolo passo avanti o indietro è una dura conquista e non possiamo farci niente. È così perché così è la vita.
E quello che narra sulla famiglia, sulle dinamiche che in essa si possono instaurare — il plagio, la soppressione della volontà, l’abdicare alla propria storia per farsi creta nelle mani di chi ha in mano il potere — sono tutte cose che tutti noi abbiamo vissuto, chi più, chi meno.
Famiglia e liberazione
Lasciare certe famiglie è difficile, anche se ti hanno trattato male, anche se in quei contesti sei poco più che uno zerbino, quella che hai è comunque l’unica storia che hai conosciuto e lasciarla andare è difficile.
La liberazione, che dovrebbe dare il sollievo sperato, è spesso dolorosa. Ma è qualcosa di necessario. Dobbiamo emanciparci prima o poi, dobbiamo cercare noi stessi al di là di quell’orizzonte circoscritto e per farlo, quell’orizzonte, dobbiamo lasciarlo.
Il senso ultimo del romanzo
Tutto nel farlo si fa confuso: chi è il conquistato e chi il conquistatore (cit.), chi il fedele e chi il malvagio traditore. Tutto gira e trovare spesso un filo rosso è arduo.
Solo alla fine capiremo, come la protagonista, il perché di tutto questo: il semplice volerci bene, il tutelarci, il vivere e non sopravvivere, lo scrivere la nostra storia.
