Il buco di Gessica Franco Carlevero – Un romanzo sul presente dei millennial

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Il buco Gessica Franco Carlevero

Introduzione

Cercavo un romanzo italiano che raccontasse il presente ed ho trovato Il buco di Gessica Franco Carlevero (Sellerio editore). Il presente attraverso gli occhi di chi dovrebbe crescere, o meglio di chi si ritrova adulto senza essere cresciuto (cit.).


La storia di Irma

La storia di Irma è quella di molti millennial: genitori che fanno scelte spesso sbagliate, lavori e lavoretti che a raccontarli sembrano opere di fantasia, ma che sono dannatamente veri, poi la fuga all’estero.

Troverà in Giacomo un’ancora di salvezza, o meglio, una zattera con cui affrontare le tempeste. Poi la maternità, con la nascita di Gaspare, in un paese straniero e con la famiglia lontana; la maternità nel libro è raccontata in modo concreto, vivido, vivo. Senza giudizi di sorta.


Una maternità contemporanea

Naturalmente, è una maternità dei nostri tempi, i cui momenti vanno conquistati, inseguiti; in cui, come spesso accade oggi, la condivisione all’interno della famiglia e della stessa coppia è assente.

E in questo frullatore di emozioni e attimi, si può talvolta smarrire il senso. Ormai è un dato di fatto.


Il sogno di diventare scrittrice teatrale

In tutto questo, un sogno da realizzare: diventare una scrittrice teatrale.

Irma sembra una protagonista che, nonostante gli ostacoli, corre, magari inciampa, ma si rialza sempre. Il suo “lavoro” è inseguire.

È qui forse che troviamo la sua essenza millennial: non fermarsi mai, riempire il tempo. Ad esempio, inconsciamente, tirando i propri capelli, un disturbo che vive fin da bambina, il suo modo per esorcizzare il fatto che per gli altri spesso siamo o siamo stati quelli a cui mancava sempre qualcosa, quelli un po’ “sgembi” e “strani”. Quelli che non andavano mai bene.

Ma forse quel disturbo è anche tanto altro: è il suo modo di combattere la vita. Il suo e quello di nessun altro.


Consapevolezza e passato

L’importante è altrove, sembra dirci l’autrice. L’importante è guadagnarsi il proprio essere adulti a modo nostro, anche se molte cose non sono come le sognavamo.

Siamo il frutto di esperienze che ci segnano, degli esempi di chi ci precede, da fare nostri o rigettare; siamo le nostre cicatrici.

L’autrice e quindi spesso la protagonista ricadono nel passato; l’uso del flashback è intenso. Il ritorno, ad esempio, anche con la mente nella casa vicino alla stazione, dove ha vissuto bambina, è un altro tratto distintivo di Irma. Non c’è nostalgia; sembra maturare in lei, invece, la consapevolezza che il passato non si cancella.


Un’esperienza di lettura

Alla fine, Il buco è stato per me esperienza di lettura un po’ “strana”: non ho avuto sempre coinvolgimento nella lettura del romanzo – lo ammetto – ma ho comunque imparato tanto; o forse più che imparato, ho preso coscienza.

Quelle che ci racconta Gessica Franco Carlevero sono esperienze che conosciamo bene, le abbiamo vissute, e proprio per questo neanche ne parliamo più. Una sorta di reticenza autoimposta. E invece è salutare e liberatorio raccontarcele ancora.

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