
Introduzione
Festa con Casuario di Leonardo San Pietro (Sellerio editore), ambientato durante una festa universitaria a Torino, potremmo definirlo intanto un buon romanzo d’esordio. Di quelli dove è già chiara, anche se talvolta acerba, la voce dell’autore. Con un linguaggio sospeso tra gli anni ’90 più lisergici e italiani – quelli dei cosiddetti “cannibali” – e l’aggiornamento 2.0 di quell’ondata lì.
Un romanzo senza tregua
In Festa con Casuario non avrete un attimo di tregua; è un continuo inseguire i personaggi. Del resto, i personaggi stessi non sono definiti, al confine, come sono, tra giovinezza ed età adulta.
Lo stesso “rituale” che li coinvolgerà “attorno” all’animale iconico e totemico del titolo, è una sorta di linea d’ombra conradiana, un rito di passaggio dove ogni personaggio sarà costretto a svelarsi a noi e prima a sé stesso.
Ambientazione e struttura narrativa
L’ambientazione universitaria dona brio al libro, così come l’espediente di seguire personaggi diversi, ognuno con ambizioni e sentimenti peculiari.
Insomma, una tranche de vie universitaria alla rincorsa di personaggi in cerca di definizione, in quel momento di vita che è lo studio universitario, quando la società ti pretende definito e invece spesso di definito lì, in quegli anni, non abbiamo ancora niente.
Conclusione
Una scorribanda veloce e coinvolgente, una ritmata danza rituale, la narrazione di un rito di passaggio che non lascia indifferenti.
