
Libri che segnano una vita
Ci sono libri che segnano, nella vita di chi legge, un prima e un dopo. Libri che parlano in profondità di chi siamo, di come raccontiamo noi stessi, libri che sono apparizioni destinate a lasciare una traccia, libri che assomigliano a glitch, a fantasmi, ad alter ego che svaniscono dopo averli appena intravisti, a sogni che la mattina presto rimangono impigliati negli occhi.
Vorrei essere qui ci porta al cospetto dell’ultimo vecchio saggio della letteratura inglese, M. John Harrison. In un flusso di coscienza, è uno di questi libri.
M. John Harrison: scrittore e maestro del weird
M. John Harrison, scrittore, maestro del weird, personaggio fantasmatico, diventa in questo libro l’oggetto della sua stessa ricerca, in una ricostruzione attraverso quarant’anni di appunti, di note, di taccuini.
La sua è una scrittura che oggi non ha eguali, che insegna a leggere e a scrivere allo stesso tempo, in un susseguirsi instancabile di rivelazioni.
Questo antimemoir è il racconto di chi, andando indietro nel tempo, non si trova più dove dovrebbe essere e che allora si fa carne sospesa, aggrappata a rocce scivolose, oppure perduta, tra sentieri non battuti, avvolti nella nebbia.
Vorrei essere qui: un flusso di coscienza
“Vorrei essere qui” ci porta al cospetto dell’ultimo vecchio saggio della letteratura inglese, M. John Harrison.
In un flusso di coscienza, non troppo impervio come ci si poteva aspettare, proviamo a nuotare nelle correnti di questa autobiografia disordinata ed obliqua: ricordi che «mi vengono in mente senza pensarci», memorie che fanno serenamente la pace con la dimenticanza; anzi, si alimentano del dimenticato e del non detto, fantasmi cercati e trovati.
Il non detto come centro della scrittura
È proprio questo il centro del discorso, della letteratura e forse della vita di Harrison: lasciare spazio al non detto, liberare così la parola dalla rigidità della forma, sviluppare quella sana «nausea del ticchettio del metronomo strutturale», prendere così distanza dai sentieri già battuti.
Una lettura obbligata per chi ama la letteratura Weird
Per chi vuole entrare nel laboratorio di un grande scrittore, per chi vuole capire qualche segreto, qualche frammento di cosa sta dietro alla fascinazione della letteratura Weird, le pagine di “Vorrei essere qui” sono una lettura piacevolmente obbligata.
