Gli egoisti: trama e significato

Sinossi
Gli egoisti è un’opera autobiografica frutto di un lungo lavoro di scrittura e revisione. Il protagonista è Dario, un musicista di Pistoia trasferitosi a Roma in cerca di fortuna.
Un conflitto interiore tormenta l’animo dell’artista: Dario ama Roma e Albertina, ma entrambe sembrano respingerlo. Il rifiuto scatena in lui impulsi contrastanti che lo portano ad allontanare e detestare ciò che in realtà desidera…
Recensione e analisi
Dario Gavinea: artista inquieto e irrisolto
Ne Gli egoisti (1924) di Federigo Tozzi, romanzo breve e fulmineo, tutto ruota attorno a Dario Gavinea, giovane musicista spiantato, che si aggira desolato per Roma, dove è arrivato da Pistoia in cerca di fortuna.
Arte e amore: un conflitto senza soluzione
Il Gavinea si dibatte tra l’ispirazione artistica, passeggera e volubile (quella delle melodie che spesso lo “attraversano” per poi volare via), e un amore, quello per Albertina, che non si risolve quasi ma e che affoga in silenzi e scoppi d’ira.
Roma è troppo grande e sfuggente per lui, come per gli altri personaggi che affollano, di passaggio, Gli egoisti. Sono personaggi che corrono e la scrittura di Tozzi li insegue.
Se fosse un film, Gli egoisti sarebbe uno di quei mockumentary girati camera in spalla; dei personaggi vedremmo giusto le nuche.
Roma come spazio mentale e mutevole
La Roma del Gavinea e quindi di Tozzi è eterea, in continuo mutamento. Il personaggio stesso viene colto sempre in peregrinazione, camminando svelto, cambiando velocemente paesaggio e compagnia.
Roma e il desiderio: una città che sfugge
Roma è una quinta teatrale mobile. A muoverla sembra essere il nostro musicista con i suoi repentini cambi d’umore.
Ma è Roma stessa che sembra sfuggire, che non sembra allinearsi al desiderio capriccioso del protagonista. Così, Roma è allo stesso tempo troppo grande e troppo varia per lui.
Allo stesso modo, per l’altro polo attrattivo del romanzo, Albertina, Roma è qualcosa di paludoso da cui allontanarsi, al quale è preferibile la provincia.
Gli altri personaggi e la visione negativa della città
Roma è vista in una luce negativa anche dal Carraresi, altro personaggio che orbita attorno ai due giovani e che nutre un odio viscerale per la capitale, tale da sfociare in frasi che sfiorano la minaccia terroristica.
Roma, insomma, è un poliedro dalle facce tutte diverse.
Conclusione: una Roma interiore
Ne Gli egoisti non vediamo una sola città ma quella di ogni personaggio. È una Roma mobile, volubile, ambigua, umbratile.
Come loro. Una Roma della mente e che, come tale, potrete trovare solo in queste pagine.
Continua a leggere su Federigo Tozzi:
Federigo Tozzi: 6 opere da leggere (analisi dei romanzi principali)
Federigo Tozzi Con gli occhi chiusi: riassunto, analisi e recensione
Giovani di Federigo Tozzi: riassunto, analisi e recensione
Il podere di Federigo Tozzi: riassunto, analisi e recensione
Tre croci di Federigo Tozzi: riassunto, analisi e recensione
Ricordi di un impiegato di Federigo Tozzi: analisi e recensione
Chi è Federigo Tozzi

Federigo Tozzi (1883-1920) è stato uno degli scrittori più intensi e originali del primo Novecento italiano. Con uno stile asciutto, quasi spoglio, e una sensibilità modernista, ha saputo raccontare con lucidità i drammi interiori dell’uomo, i conflitti familiari e l’alienazione sociale.
Le sue opere più note, come Con gli occhi chiusi, Tre croci e Il podere, esplorano con profondità psicologica la solitudine e l’inquietudine esistenziale, anticipando tematiche che diventeranno centrali nella letteratura del secondo Novecento.
Ancora oggi, la sua scrittura colpisce per l’intensità emotiva e la forza evocativa.
